AMENANOS FESTIVAL 2026: Medea di Seneca
AMENANOS FESTIVAL 2026: Medea di Seneca
"MEDEA"di Seneca Medea è una figura tragica profondamente legata a forze primordiali, un’entità che si trova al confine tra umano e divino, che sfugge alle categorie morali tradizionali. Il personaggio di Medea è mosso da forze potenti come la vendetta, l’amore violento e il dolore devastante. Non è solo una donna ferita, ma una personificazione di forze ancestrali e distruttive, non è solo una figura tragica, ma una forza femminile archetipica. La sua furia si scaglia contro il mondo, contro la giustizia degli uomini e degli dèi, in un urlo disperato contro la sua stessa esistenza. Nel teatro di Seneca la parola è strumento di potere e violenza. Il linguaggio diviene fisico e viene utilizzato per evocare immagini potenti e visioni terribili, dando alla messa in scena un carattere fortemente evocativo. Le parole di Medea risuonano come incantesimi e maledizioni, amplificando il senso di minaccia e di ineluttabilità del suo destino. La violenza in "Medea" non è semplicemente un atto umano ma ha una dimensione rituale e sacra. Il sacrificio dei figli, il gesto più estremo che Medea compie, è presentato come un rito oscuro, che trascende il crimine comune per entrare in una sfera più elevata e terribile. È un sacrificio che sfida gli dèi e la natura stessa, trasformando Medea in una sorta di figura sacerdotale, distruttrice e creatrice allo stesso tempo. Uno degli aspetti centrali dell' allestimento è l'isolamento totale del personaggio di Medea. Questo isolamento non è solo fisico, ma anche emotivo e spirituale. Medea è una straniera in una terra ostile, respinta e tradita da chi avrebbe dovuto amarla. Questo isolamento si riflette nella scenografia e nell'uso dello spazio scenico: Medea appare spesso sola, circondata da figure che tentano di interagire con lei ma non la comprendono. Il tempo è elemento chiave della tragedia. La tensione accumulata lungo tutto il testo di Seneca trova il suo culmine nella catastrofe finale, il tempo sembra rallentare, creando un effetto di ineluttabilità. Il rapporto tra Medea e Giasone è centrale. Non si tratta solo di una vendetta personale, ma del confronto tra due visioni opposte dell’esistenza. Giasone rappresenta la razionalità, l’ambizione e l'ordine patriarcale, mentre Medea incarna il caos, la passione e l’elemento irrazionale e sovversivo. Il loro scontro è quindi simbolico, una battaglia tra due mondi inconciliabili. Cast Medea Melania Giglio Giasone Michele Lisi Creonte Alfonso Veneroso Nutrice Marcella Favilla Coro Simone Ciampi, Silvia Pietta, Cinzia Cordella, Salvo Lupo Costumi Daniele Gelsi Scene Daniele Salvo Luci Vincenzo Miserandino Fonico Angelo Zizza Direttore tecnico e progetto luci Elvio Amaniera Aiuto regia Matteo Fiori brani cantanti composti da Marco Podda realizzazione scene Laboratorio Amenanos Produzione Associazione Culturale DIDE- AMENANOS FESTIVAL MEDEA di Seneca , giorno 28 maggio ore 20:00 Teatro Greco Romano di Catania PRESENTAZIONE AMENANOS FESTIVAL E SPETTACOLI 2026 L’Amenanos Festival, giunto alla sua settima edizione propone per il 2026 Due Rappresentazioni Classiche, una greca e una latina, che andranno in scena dal 28 maggio al 1 giugno: Medea di Seneca e Prometeo Incatenato di Eschilo Dirette entrambe dal regista Daniele Salvo che ritorna al Teatro Greco Romano di Catania dopo il successo, ottenuto in questo Sito, lo scorso anno. Daniele Salvo ha diretto per l'INDA di Siracusa, le seguenti regie: · Edipo a Colono,2009; · Aiace,2010, · Edipo Re, 2013, · Coefore/Eumenidi, 2014, · La Pace,2023, Per il GIGI PROIETTI GLOBE THEATRE ha diretto · Giulio Cesare · La Tempesta, · Machbeth · Re Lear · Venere e Adone Il Cast delle due Rappresentazioni Classiche è composto da attori di livello nazionale. Un Teatro Classico, il nostro, inteso in senso ampio, un luogo privilegiato per tutti, che rappresenta una finestra sull’irrazionale, su un mondo antico di reale libertà espressiva, una riflessione sul senso del divino nelle nostre vite e su ciò che, nella nostra quotidianità, viene rimosso. La parola antica è un grido proveniente da un altro tempo, un appello alla riflessione, al risveglio dei sensi, un’esortazione a guardarci dentro in altri modi. Un Teatro Classico, il nostro, inteso in senso ampio, un luogo privilegiato per tutti, che rappresenta una finestra sull’irrazionale, su un mondo antico di reale libertà espressiva, una riflessione sul senso del divino nelle nostre vite e su ciò che, nella nostra quotidianità, viene rimosso. La parola antica è un grido proveniente da un altro tempo, un appello alla riflessione, al risveglio dei sensi, un’esortazione a guardarci dentro in altri modi. "MEDEA" di Seneca Medea è una figura tragica profondamente legata a forze primordiali, un’entità che si trova al confine tra umano e divino, che sfugge alle categorie morali tradizionali. Il personaggio di Medea è mosso da forze potenti come la vendetta, l’amore violento e il dolore devastante. Non è solo una donna ferita, ma una personificazione di forze ancestrali e distruttive, non è solo una figura tragica, ma una forza femminile archetipica. La sua furia si scaglia contro il mondo, contro la giustizia degli uomini e degli dèi, in un urlo disperato contro la sua stessa esistenza. Nel teatro di Seneca la parola è strumento di potere e violenza. Il linguaggio diviene fisico e viene utilizzato per evocare immagini potenti e visioni terribili, dando alla messa in scena un carattere fortemente evocativo. Le parole di Medea risuonano come incantesimi e maledizioni, amplificando il senso di minaccia e di ineluttabilità del suo destino. La violenza in "Medea" non è semplicemente un atto umano ma ha una dimensione rituale e sacra. Il sacrificio dei figli, il gesto più estremo che Medea compie, è presentato come un rito oscuro, che trascende il crimine comune per entrare in una sfera più elevata e terribile. È un sacrificio che sfida gli dèi e la natura stessa, trasformando Medea in una sorta di figura sacerdotale, distruttrice e creatrice allo stesso tempo. Uno degli aspetti centrali dell' allestimento è l'isolamento totale del personaggio di Medea. Questo isolamento non è solo fisico, ma anche emotivo e spirituale. Medea è una straniera in una terra ostile, respinta e tradita da chi avrebbe dovuto amarla. Questo isolamento si riflette nella scenografia e nell'uso dello spazio scenico: Medea appare spesso sola, circondata da figure che tentano di interagire con lei ma non la comprendono. Il tempo è elemento chiave della tragedia. La tensione accumulata lungo tutto il testo di Seneca trova il suo culmine nella catastrofe finale, il tempo sembra rallentare, creando un effetto di ineluttabilità. Il rapporto tra Medea e Giasone è centrale. Non si tratta solo di una vendetta personale, ma del confronto tra due visioni opposte dell’esistenza. Giasone rappresenta la razionalità, l’ambizione e l'ordine patriarcale, mentre Medea incarna il caos, la passione e l’elemento irrazionale e sovversivo. Il loro scontro è quindi simbolico, una battaglia tra due mondi inconciliabili. Cast Medea Melania Giglio Giasone Michele Lisi Creonte Alfonso Veneroso Nutrice Marcella Favilla Coro: Simone Ciampi, Cinzia Cordella, Silvia Pietta, Salvo Lupo Costumi: Daniele Gelsi Accessori realizzati con il contributo didattico dell’IIS “L. Mangano”di Catania Scene Daniele Salvo Realizzazione scene Liceo Artistico Statale “M.M. Lazzaro” di Catania Luci Elvio Amaniera Aiuto Regia: Matteo Fiori Brani cantanti composti da Marco Podda Produzione Associazione Culturale DIDE- AMENANOS FESTIVAL
28/05/2026 | 1 Evento
da 23.00 €
Mostra 1 Eventi
AMENANOS FESTIVAL 2026 - Prometeo incatenato di Eschilo
AMENANOS FESTIVAL 2026 - Prometeo incatenato di Eschilo
PROMETEO INCATENATO di Eschilo Regia Daniele Salvo Prometeo ladro del fuoco, nemico degli dei, Prometeo amico degli uomini, portatore di luce, Prometeo vittima e colpevole, creatura del passato e del futuro. Prometeo il tracotante. In una terra desolata, in un tempo mitico, in cui la realtà è dominata dai Titani, in cui gli dei determinano i destini del tempo e dello spazio, Prometeo osa opporsi a Zeus, il nuovo dio assoluto. Lo scontro fra Prometeo e Zeus è spaventoso, inimmaginabile. E’ una vera crisi sacrificale. Proprio come Cristo, Prometeo soffre a causa degli uomini, proprio come lui subisce una punizione esemplare ed ingiusta. Zeus è per il radicale annientamento del genere umano, della razza degli effimeri, parassiti insignificanti, mentre Prometeo, attraverso il dono del fuoco, vuole donare loro una possibilità. Il fuoco è la scintilla divina che rende tutto possibile, che illumina la via. Il mito di Prometeo parla di noi, della condizione umana, della sua labilità, della sua duplicità, della sua ambivalenza e ci ricorda che il senso ultimo della nostra condizione è proprio il fatto di essere effimeri. L’illusione dell’identità, l’illusione dell’Io, il desiderio di unicità, la volontà di determinare il destino, di controllare gli elementi, crollano di fronte al mondo degli dei. L’uomo di oggi si interroga su questioni fondamentali: esisterà un futuro per la vita umana oppure davanti a noi vi è solo una prospettiva catastrofica? Che ruolo giocheranno la scienza e la tecnologia in questa catastrofe, oggi viste esclusivamente come luce del futuro? Quale tributo si pagherà al progresso? La perdita della memoria e dell’identità? La degradazione dei valori e la trasformazione inesorabile in consumatori/consumati? Come si ripropone oggi, in tempi così difficili di intolleranza, razzismo e fondamentalismo, il tema del rapporto fra l’umano e divino? Prometeo è l’eroe del confine, della mediazione fra questi due mondi, così diversi. Terribile cosa è l’uomo. Ancor più terribile il mondo degli dei. Un grande maestro diceva che i testi antichi sono come segnali provenienti da stelle luminose ormai scomparse. Attualizzare questi testi e cercare a tutti i costi un rapporto diretto è come chiudere gli occhi sulla nostra contemporaneità. In questo momento di perdita di valori e di ideali, di degradazione e superficialità assoluta, di mancanza di dei e Titani, di incolmabile tracotanza umana, è assolutamente necessario confrontarsi con la parola antica, tentare di decifrare il riverbero luminoso proveniente da quelle stelle ormai scomparse, fermarsi sul ciglio della voragine, attendere, guardare la luce e riflettere sui nostri destini futuri. Per un istante. Solo per un istante. Cast PROMEO INCATENATO di Eschilo Traduzione di Daniele Salvo con Giancarlo Latina– Prometeo Melania Giglio – Io Michele Lisi – Oceano Simone Ciampi – Efesto, Hermes Marcella Favilla, Francesca Mària, Silvia Pietta, Elena Aimone, Cinzia Cordella, Elisa Zucchetti, Carlotta Mangione – Le Oceanine Salvo Lupo – Ananke, il Destino Costumi Daniele Gelsi Scene Fabiana Di Marco Luci Vincenzo Miserandino Fonico Angelo Zizza Direttore tecnico e progetto luci Elvio Amaniera Aiuto regia Matteo Fiori Regia Daniele Salvo Produzione Associazione Culturale DIDE- AMENANOS FESTIVAL PROMETEO INCATENATO: 29, 31 maggio e 1 giugno ore 20:00 TEATRO GRECO ROMANO DI CATANIA PRESENTAZIONE AMENANOS FESTIVAL E SPETTACOLI 2026 L’Amenanos Festival, giunto alla sua settima edizione propone per il 2026 Due Rappresentazioni Classiche, una greca e una latina, che andranno in scena dal 28 maggio al 1 giugno: Medea di Seneca e Prometeo Incatenato di Eschilo Dirette entrambe dal regista Daniele Salvo che ritorna al Teatro Greco Romano di Catania dopo il successo, ottenuto in questo Sito, lo scorso anno. Daniele Salvo ha diretto per l'INDA di Siracusa, le seguenti regie: · Edipo a Colono,2009; · Aiace,2010, · Edipo Re, 2013, · Coefore/Eumenidi, 2014, · La Pace,2023, Per il GIGI PROIETTI GLOBE THEATRE ha diretto · Giulio Cesare · La Tempesta, · Machbeth · Re Lear · Venere e Adone Il Cast delle due Rappresentazioni Classiche è composto da attori di livello nazionale. Un Teatro Classico, il nostro, inteso in senso ampio, un luogo privilegiato per tutti, che rappresenta una finestra sull’irrazionale, su un mondo antico di reale libertà espressiva, una riflessione sul senso del divino nelle nostre vite e su ciò che, nella nostra quotidianità, viene rimosso. La parola antica è un grido proveniente da un altro tempo, un appello alla riflessione, al risveglio dei sensi, un’esortazione a guardarci dentro in altri modi
29/05/2026 ─ 01/06/2026 | 3 Eventi
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